GenovaSOS
GenovaSOS in 60 secondi: cos'è, cosa NON è, chi paga

GenovaSOS in 60 secondi: cos'è, cosa NON è, chi paga

Una piattaforma civica indipendente per documentare i disservizi urbani di Genova. Non è del Comune, non c'è pubblicità, non vendiamo dati. Qui spieghiamo onestamente cos'è e perché esiste.

baldi.enrico · 26 Mag 2026 · manifesto trasparenza

Cos'è GenovaSOS

GenovaSOS è una piattaforma civica indipendente per la città di Genova. Permette ai cittadini di segnalare disservizi urbani — buche, rifiuti, lampioni spenti, marciapiedi sconnessi, allagamenti, cantieri abbandonati, atti di vandalismo — con foto e geolocalizzazione, in modo che ogni segnalazione resti pubblicamente documentata e indicizzabile anche dopo che il singolo problema è stato risolto o ignorato.

Il valore principale non è la singola segnalazione: è l'archivio. Quando una buca su Via X viene segnalata oggi e risistemata fra 6 mesi, la pagina della segnalazione resta online a documentare quanto è durata. Quando vie ed ente competente si ripetono, il pattern diventa visibile.

Cosa NON è

Le obiezioni che riceviamo più spesso (legittime) sono quattro. Rispondiamo direttamente:

Non è del Comune di Genova. Non riceviamo finanziamenti pubblici, non abbiamo accordi commerciali con il Comune né con nessuna delle aziende partecipate (IREN, AMIU, AMT). Il nostro rapporto con il Comune è lo stesso che ha qualunque altro cittadino o associazione: scriviamo, segnaliamo, chiediamo trasparenza dove serve.

Non rappresenta nessuna lista politica. Non siamo affiliati a partiti, movimenti, gruppi civici politici. Le segnalazioni vengono pubblicate indipendentemente dall'amministrazione in carica e dall'eventuale appartenenza politica di chi le invia.

Non c'è pubblicità. Le pagine non hanno banner, popup, retargeting. Non analizziamo il comportamento degli utenti per profilarli.

Non vendiamo dati personali. Email, IP, contenuti delle segnalazioni restano nei nostri database. Non vengono ceduti, venduti, condivisi con terze parti per finalità commerciali. Le foto che pubblichi sono pubbliche per definizione (è il senso del sito) ma vengono prima processate per oscurare automaticamente i volti.

Chi la gestisce, chi paga

Il sito è open source e gestito da cittadini volontari. Il codice è disponibile pubblicamente (ne diamo conto nella sezione Come funziona e nel repository linkato). I costi di hosting e dominio sono coperti da contributi privati senza finalità commerciali: nessuno ci guadagna economicamente.

L'unico costo variabile è l'AI che analizza le foto al momento della pubblicazione (per pre-compilare titolo, categoria, gravità). Anche quello è marginale: circa quattro centesimi al mese ogni mille segnalazioni. È un costo che assorbiamo senza sponsor.

Perché esiste

Le segnalazioni civiche tradizionali scompaiono. I post nei gruppi Facebook locali vengono spinti fuori dal feed in 48 ore. I form del Comune accettano l'invio ma non producono uno storico pubblico. WhatsApp e mail sono privati.

Una piattaforma che mantiene pubblicamente lo stato di una segnalazione — aperta, in verifica, risolta, ignorata — nel tempo, e che permette di cercare e contare queste segnalazioni per via, quartiere, categoria, ente competente, è qualcosa che serve a:

  • I cittadini, per non riportare cose già segnalate e per vedere lo stato di quel che li circonda
  • I giornalisti, per costruire pezzi su dati concreti invece di percezioni
  • I consiglieri municipali, per portare problemi specifici con numeri precisi
  • Il Comune stesso, per avere un termometro di ciò che la cittadinanza vede

Come puoi aiutare

Tre modi:

  1. Pubblicando segnalazioni (è la base — /nuova/)
  2. Confermando le segnalazioni che vedi anche tu (il bottone "Confermo anche io" su ogni pagina)
  3. Iscrivendoti alle notifiche delle segnalazioni che ti interessano, per seguire come evolvono

Niente account è obbligatorio per leggere o confermare. Per pubblicare serve un login (anche Google, per evitare lo spam) ma non chiediamo altro che l'email.

Una promessa

Se in qualunque momento questo progetto cambiasse natura — diventasse commerciale, accettasse finanziamenti politici, vendesse dati — ce lo scriveremmo in chiaro sulla home, con la data precisa di quando è cambiato. Non sarebbe più la stessa cosa, ma sarebbe ancora trasparente.

Per ora: nessuno ci guadagna, nessuno ci dirige, è uno strumento utile a chi lo usa.

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