Perché in centro si rifanno sempre le stesse strade: il problema dei sottoservizi non coordinati
La via appena asfaltata viene riscavata dopo tre mesi per posare la fibra. Riasfaltata, poi riaperta per una tubatura. Ogni cantiere fa il suo lavoro: il problema è il coordinamento. E i soldi pubblici nel mezzo.
Il fenomeno che tutti vedono
Capita a Genova come in molte altre città italiane: una strada viene asfaltata, sembra finalmente sistemata. Tre mesi dopo arrivano gli operai con la motosega elettrica per il taglio dell'asfalto, scavano una trincea, posano un cavo o una tubatura. Poi richiudono. Sei mesi dopo si torna a riasfaltare l'intera carreggiata, perché la pezza è già peggiore della buca che doveva sostituire.
È la sequenza che chiamiamo riapertura del sottosuolo — uno dei capitoli più pesanti dello spreco di denaro pubblico nelle città italiane. A Genova il pattern è particolarmente visibile perché la rete di sottoservizi (acqua, gas, fognature, elettricità, telefonia, fibra ottica) è stratificata da oltre cento anni e gli interventi vengono effettuati da soggetti diversi che non si coordinano sistematicamente.
Chi scava cosa, e quando
Sotto al manto stradale di una via cittadina genovese passano in media:
- Acquedotto (gestito da IREN)
- Fognatura mista o separata (IREN)
- Distribuzione gas (IREN)
- Cavi elettrici di distribuzione (e-distribuzione/Enel)
- Reti telefoniche tradizionali (TIM)
- Fibra ottica (Open Fiber, FibreCop, Fastweb)
- Illuminazione pubblica (Comune in concessione)
- Eventuali sottoservizi storici (cavidotti tranviari, vecchie linee gas dismesse)
Ogni gestore ha i suoi tempi di manutenzione, le sue priorità, i suoi piani di investimento. Quando un soggetto interviene, è obbligato per legge a ripristinare la superficie, ma il ripristino è limitato alla porzione scavata. Risultato: una strada appena asfaltata diventa rapidamente una patchwork di rappezzi di qualità inferiore al manto originario.
Esiste un coordinamento?
Sulla carta sì. Il Regolamento Comunale sui Sottoservizi prevede che gli interventi vengano programmati e coordinati attraverso comunicazioni preventive al Comune, che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) impedire o limitare riaperture nei 24 mesi successivi a un'asfaltatura. Tabelle simili esistono in quasi tutti i Comuni italiani.
Nella pratica:
- Le emergenze prevalgono. Una perdita d'acqua o una rottura cavo non possono aspettare. Il coordinamento salta.
- I piani di investimento privati non sono sincronizzati. La fibra ottica viene posata in fasi rapide imposte dai contratti commerciali del gestore.
- Il controllo a valle è debole. Pochi tecnici comunali per centinaia di cantieri all'anno.
- Le sanzioni sono spesso inferiori al costo di coordinarsi, quindi non costituiscono deterrente.
Il risultato è il pattern che osserviamo: stessa via lavorata 3, 4, 5 volte in pochi anni.
Il costo nascosto
L'asfaltatura ex novo di un metro lineare di strada cittadina costa in media tra 80 e 130 euro (varia con larghezza, tipo di traffico, conglomerato bituminoso). Un ripristino post-scavo ben fatto costa più o meno la stessa cifra, ma viene ripartito su scale di intervento molto piccole — e spesso non viene fatto bene.
Quando una via di 500 metri viene asfaltata e poi riaperta 4 volte in 24 mesi, lo spreco economico stimato (intera carreggiata × ripristini + asfaltatura iniziale parzialmente vanificata) può superare facilmente i 50.000 euro per quel singolo tratto. Moltiplicato per le centinaia di tratti coinvolti ogni anno a Genova, parliamo di milioni.
Cosa cerca di fare GenovaSOS
Il modulo Cantieri di GenovaSOS documenta nel tempo gli interventi sui singoli tratti stradali. Quando una via viene asfaltata, lo registriamo; se viene riaperta entro 24 mesi, lo registriamo; se viene riasfaltata di nuovo, idem. Lo storico è pubblico e cercabile.
L'obiettivo non è denunciare un singolo cantiere come "illegittimo" — quasi tutti sono perfettamente regolari — ma rendere visibile la sequenza, che è il vero indicatore del problema di coordinamento. Una strada rifatta una volta è normale. Una strada rifatta 4 volte in 3 anni racconta una storia di gestione.
La pagina Sprechi pubblici aggrega i tratti più ricorrenti. È materiale grezzo per giornalisti, consiglieri municipali, cittadini che vogliono porre la domanda giusta: perché qui sì e altrove no?
Cosa puoi fare tu
Se vedi un cantiere su un tratto che sai essere stato rifatto di recente:
- Scatta una foto, documenta la data
- Pubblica una segnalazione categoria "strade" o "altro" con descrizione del tipo "Riapertura strada asfaltata X mesi fa"
- Cita nella descrizione l'ente esecutore (cartelli di cantiere, se visibili)
- La segnalazione si lega al quartiere e diventa cercabile
Costruire un archivio pubblico delle riaperture è il primo passo per chiedere meglio.